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EPIGENETICA E ALIMENTAZIONE

Epigenetica è un nome strano ed è qualcosa che ha a che fare con il DNA. Il patrimonio genetico di una specie, il DNA appunto, è fisso ed immutabile per una parte che ne determina i caratteri salienti: una cane non potrà mai trasformarsi in una mucca (anche se probabilmente ne mangia la carne). Esistono però delle parti mutabili, spesso piccole, la cui variazione determina la variabilità interindividuale: il colore degli occhi, dei capelli, l’essere alti o bassi ecc. questa variabilità interindividuale è anch’essa fissa nell’individuo.

Esiste poi un tipo di variazione dinamiche che è determinata dall’ambiente, dal pensiero, dallo stile di vita, dal vissuto del soggetto che ne permette l’adattamento continuo. Questo tipo di variazione, trasmissibile alla progenie, è un aspetto relativamente nuovo ed estremamente affascinante della genetica che prende il nome appunto di EPIGENETICA. Il DNA sostanzialmente si modifica, in modo infinitamente piccolo, a seguito di segnali interni ed esterni determinando risposte continue e variabili dell’organismo all’ambiente.

L’alimentazione è senza dubbio un segnale importante per questo tipo di meccanismo.

Particolarmente interessanti sono gli studi che si stanno svolgendo sulla maternità: i mille giorni precedenti al concepimento, oltre al periodo della gravidanza, sono cruciali per lo sviluppo del nascituro. Questo riguarda sia la madre che il padre. Il bagaglio di esperienze, positive o negative, lo stato psicologico, fisico, l’alimentazione svolgono un ruolo chiave per il buon sviluppo del bambino.

Alcuni piccoli esempi: è ormai pratica comune assumere folati durante la gravidanza per minimizzare il rischio di malattie legate alla formazione del tubo neurale nella fase embrionale, che sarà poi la colonna vertebrale del bambino. Dunque l’integrazione di acido folico migliora l’efficienza di un sistema fisiologico riducendo il rischio di “errori di sistema”.

Si sa poi che una donna sportiva, che durante la gravidanza si mantiene attiva, produrrà latte con quantità maggiori di fattori di crescita neuronali utili allo sviluppo cerebrale del bambino.

E ancora si sta studiando come il fatto di essere state allattate al seno, sia un fattore favorente per il buon esito dell’allattamento dei propri figli.

Moltissimi altri potrebbero essere gli esempi di questo tipo: ciò ci permette di intuire come davvero “ad ogni azione corrisponde una reazione” un paradigma fisico che coinvolge innegabilmente anche la biologia in modo quasi magico.

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